Arrivato in Italia solo nel ’35, il Monopoly è il gioco da tavolo che ha rivoluzionato le attività del boardergame. La storia del gioco da tavolo più diffuso al mondo inizia nel 1903, quando Elizabeth Magie inventa il gioco “The Landlord’s Game”: il gioco del proprietario terriero.
Nella versione attuale, molto simile a quella originaria, le caselle del tabellone rappresentano le proprietà terriere che ogni giocatore proverà ad acquistare con i soldi in dotazione, con l’obiettivo di accaparrarsi tutto e squalificare gli altri giocatori, creando così un vero e proprio monopolio. Si avanza di tante caselle quanto indicato dal lancio dei dadi, e si può incappare in alcune caselle speciali che danno luogo a “imprevisti” o “probabilità”: pescando queste carte il cammino del giocatore sarà segnato da buona o cattiva sorte, a vantaggio o svantaggio degli altri giocatori.
Lo scopo iniziale dell’inventrice non è però quello di far divertire i giocatori; Magie vuole mettere in luce le implicazioni negative provocate dall’accumulo di capitale e i danni causati dalla modalità di gestione del denaro agli inizi del secolo. «È una dimostrazione pratica del sistema attuale di land grabbing con tutti i suoi risultati e le conseguenze», dichiarerà la stessa Magie a una rivista politica, secondo quanto riportato da The Guardian. «Potrebbe anche essere stato chiamato il Gioco della Vita, in quanto contiene tutti gli elementi di successo e fallimento nel mondo reale, e lo scopo è lo stesso che la razza umana in generale sembra avere oggi: l’accumulo di ricchezza». Il gioco inizia ad avere discreto successo, fino a quando Charles Darrow lo consegna, modificato, al grande pubblico. Oggi è il gioco da tavolo più venduto al mondo, giocato in 114 paesi e tradotto in 47 lingue. Ne esistono moltissime versioni, alcune con personaggi famosi come quelli della Disney, gli Avengers o con i personaggi di Star Wars.
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