Quando il Gioco diventa empatia e l’arte si tocca con mano

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Cosa succede se proviamo a guardare un quadro di V. Kandinskij senza usare gli occhi e a raccontarlo senza usare le parole?

È la sfida vissuta dai ragazzi e dalle ragazze della scuola secondaria dell’Istituto Trani di Salerno, il 13 aprile del 2026, presso la sede della Fondazione Sinapsi, durante il laboratorio Gioco anch’io… sì tu sì, condotto dalla dottoressa Rosanna Cafarelli.

Un’esperienza di pura empatia in cui la comunicazione verbale ha lasciato il posto a tocchi delicati, gesti sul palmo della mano e messaggi tattili per guidare il compagno bendato alla scoperta delle forme. L’unica regola? Vietato parlare!

Senza la voce, i ragazzi e le ragazze hanno scoperto nuovi modi per comunicare: gesti decisi, uso di spalle, braccia e schiena per trasmettere informazioni tattili. Fino all’esplorazione finale di un intero quadro plastico tridimensionale, dove il movimento ha preso il posto dello sguardo.

Alla fine dell’evento, i ragazzi e le ragazze hanno lasciato pensieri e disegni bellissimi. Uno di loro ha scritto: 

«Ci fa capire com’è la vita di una persona che non vede, non sente e non parla, e ci fa vivere una realtà che per noi è quasi impossibile, ma in realtà per loro è la normalità. Questo dimostra quanto siamo fortunati anche se a volte non ce ne rendiamo conto».

Sfogliate la gallery per leggere i loro pensieri spontanei!

Un’esperienza importante che dimostra come, quando si spengono le parole e la vista si accendono l’ascolto e l’empatia.

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